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martedì 30 ottobre 2012

I FURBONI, I LADRI...Se si ripercorre la storia... sono quelli...



Van Gogh- campo di grano con corvi


sono quelli che a tutti i livelli hanno innescato la crisi e tutti i guai nei quali si dibatte mezzo mondo, se non tutto. 

Se si ripercorre la storia della crisi dalle origini e degli attori che si sono succeduti sul palco della grandiosa squallida farsa (Lehman Br., J.P.Morgan,A.I.G.,e in Europa la Royal Bank of Scotland e le banche greche irlandesi islandesi belghe e poi spagnole e portoghesi con le rispettive "crisi del debito sovrano"); se la si accosta alle schifezze nostrane degli ultimi anni, più "piccole" in volume ma non meno squallide, si coglie qualche scia sulfurea che collega un po' tutto.

C'è già un filone di gente che ormai da anni definisce questa una crisi morale, o etica, prima che economica, e non c'è dubbio che lo sia. La cosa più allarmante che ne è venuta fuori da un po' di tempo è che chi ruba si sente orgoglioso, lo rivendica.
Qui c'entra molto tutto il lavoro di certa "cultura" americana sulla glorificazione dell'avidità come motore dell'umano progresso. Una monnezza che continuerà a portare guai a tutti finché non morirà, e non morirà di morte naturale purtroppo.

Perché c'è qualche problemino "collaterale". Primo: il problema morale è di fatto ormai palesemente un problema economico, intendo dire "tecnicamente" un problema soprattutto della finanza. Per noi ingenui contestatori del capitalismo non c'è niente di sorprendente, sapevamo benissimo che un'economia basata sulla rapina reciproca è autodistruttiva; i detentori della finanza galattica hanno semplicemente teorizzato e messo in pratica, fino alle logiche conseguenze, le pulsioni al guadagno senza ritegno, che sono sempre state sottostanti ai comportamenti più o meno periodicamente regolamentati dagli stati. E stanno dimostrando de factis che non può reggere. Come non può reggere l'uso senza regole di finanziamenti creati per usi legittimi, semplicemente perché crolla, ovvero fallisce.


Secondo: facendo attenzione a quello che succede nelle piazze di tutto il mondo, a quello che scorre in tutti i media, pare che l'incazzatura non accenni a diminuire. Molto generica e senza obbiettivi, per ora, però sentendo la gente sulla rete sembra crescere la consapevolezza che a tutti i livelli, dal locale in su, il problema è,  sono, I LADRI. 

Se nessuno, qualunque forza abbia, fa nulla per cambiare le tendenze in atto, non vedo prospettive rasserenanti. Per me il rischio vero è il caos, non mi interessa vedere qualche ladro appeso per le palle, se oltre non c'è niente di costruttivo. Direi di cominciare innanzitutto con lo smettere di ammirare i LADRI. Non segano solo il ramo sul quale siedono, ma l'albero sul quale siamo tutti

Giorgio Goragh Spignese



1 commento:

  1. Ottima analisi: precisa, articolata e polemica il giusto.
    Non so, è strano: ho finito pochi minuti fa di vedere il documentario di Avincola su Stefano Rosso e penso che l'art. rispecchi molte delle cose che cantava appunto il grande Ste'.
    Penso per esempio a "Il circo", rappresentazione allegorica del nostro Paese...
    Oggi questo clima (ferocemente) circense appesta tutto il mondo, con un'economia ormai fuori controllo ma che nondimeno, si arroga il diritto di controllare (leggi: schiavizzare) la vita, il lavoro ed il tempo della povera gente che lavora e si sbatte ogni giorno.
    Un caro saluto a Enza Li Gioi, che ho conosciuto attraverso il documentario di cui sopra.
    E chiedo scusa per la scarsa articolazione del commento; l'emozione del filmato è stata forte...

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